Sette fiori del deserto: secondo fiore, la Consapevolezza

Siamo abituai a a parlare di ” presa di coscienza” ma non ci rendiamo conto che si tratta di un inganno della mente perché nella realtà tutto procede come prima. Nessuna “metanoia”, nessun cambiamento di atteggiamento.

Il passaggio obbligato è quello della “consapevolezza”. Fare questo implica un atto d’amore nei confronti di se stessi.

Il primo fiore parla dell’amore e da questo ne scaturisce il secondo: la consapevolezza.

Consapevolezza è conoscenza di se’, entrare in contatto con le parti più profonde dell’inconscio, dove risiede l’origine di tutto, la c’è l’origine della propria natura.
Accedere in questo spazio interiore è fornire all’io e alla coscienza una visione diversa, senza inganno e senza falsità. La maschera sociale si trasforma nella propria maschera-persona e termina l’autentico-falso. Scatta, inevitabilmente, quello che si chiama “atto psichico” che costringe la persona ad affrontare la propria ombra con cuore fermo per realizzare, a qualunque prezzo, la propria unicità ed individualità. Nasce nel cuore il bisogno di diventare ed essere sempre più consapevoli di ciò che siamo e del destino da compiere. La consapevolezza ci fa divenire pieni di “follia divina” e costringe ad una scelta. È un emergere dalla nebbia di un io arrogante e falso per arrivare alla consapevolezza della conoscenza e poter dire: “io sono, io sono io e non posso essere altro da me stesso”.

Se rinunciamo a questo atto d’amore perdiamo il contatto con l’amore stesso e precipitiamo nel baratro profondo della perdita dell’Anima.

Apparteniamo ad una totalità che si chiama universo dove ogni accadimento diventa l’universo consapevole. Credere ed accettare questo comporta dolore, rinuncia e rischio.

La consapevolezza richiede che si accetti il passato e la propria storia che pone le radici per il futuro ma nel presente del qui-ed ora usando ciò che siamo diventati ora con ciò che abbiamo costruito qui nel presente del respiro eterno dell’Anima.

Fare le cose per amore e solo per amore è consapevolezza, e’ vivere una vita con passione. Se rimaniamo intrappolati nel gioco della povera vittima inconsapevole diventiamo pietrificati come accadde alla moglie di Lot quando l’Angelo di Dio brucio’ Sodoma e Gomorra. Lei, incapace di togliere lo sguardo dalle cose passate a cui aveva attribuito troppo valore e che ora stava lasciando, si voltò indietro a guardare un’ ultima volta, fu così che divento’ una statua pietrificata.

Essere consapevoli, essere nel momento presente ci conduce ad accettare i fattori fondamentali per vivere una vita in armonia che, come diceva Jung, sono:

1) godere di una buona salute fisica e mentale;

2) avere relazioni affettive personali e sociali e intime soddisfacenti;

3) percepire il bello nella natura e nell’arte;

4) fare un lavoro con passione e amore;

5) avere un punto di vista religioso o filosofico per affrontare le vicissitudini della vita.

Così facendo entreremo in contatto con la totalità della Psiche, il SÈ, con l’UNO che crea.
Allora saremo capaci di vedere il bello, respirare l’essenza della vita, assaporare i piaceri delle sensazioni ed emozioni, sentire i suoni ed i rumori della natura e del mondo.

Potremo ascoltare la voce interiore che ci dirà: sposta un legno e lì mi troverai, alza una pietra e là io sarò, guardati allo specchio e vedrai il mio volto. Io sono l’ANIMA.

Giovanni Gocci